La SaharaMarathon è una manifestazione sportiva internazionale di solidarietà con il popolo Saharawi ed è giunta quest’anno alla decima edizione.
E' promossa dalla Segreteria di Stato del governo della Repubblica Araba Saharawi Democratica e organizzata da volontari provenienti da diverse nazioni.
Il coordinamento e lo sviluppo della manifestazione sono gestite da due organizzazioni di solidarietà, l'Associazione El Ouali di Bologna (Italia) e il Sahara Project Association di Madrid (Spagna).
Per la promozione e il coordinamento di partecipanti provenienti da altri paesi, l'organizzazione è aiutata da Marie Frison in Francia, da Wolfgang Hoffman in Germania, da Oddvar Rosten in Norvegia e da Danielle Lewis in Inghilterra.
La SaharaMarathon, che comprende oltre alla maratona classica le distanze di 21km, 10km, 5km e la corsa dei bambini, ha come obiettivi la promozione dell’attività sportiva tra i giovani e le giovani Saharawi, il finanziamento e lo sviluppo di progetti umanitari.
Ma vuole anche, attraverso lo sport, far conoscere e sensibilizzare il mondo su un conflitto che dura da più di 34 anni.
34 anni di sofferenza per un popolo che subisce le conseguenze di un conflitto che seppellisce le sue speranze, di generazione in generazione, nei campi profughi di Tindouf, lontano dal suo paese.
34 anni durante i quali la comunità internazionale non è riuscita a sbloccare la situazione.
Una corsa, per evitare che il popolo Saharawi venga dimenticato.


Noi organizzatori, e voi corridori, abbiamo iniziato questa avventura con i nostri amici Saharawi 10 anni fa, assistendo alla sua crescita e al suo sviluppo.
Abbiamo affrontato corse nelle tempeste di sabbia e in condizioni di caldo estremo, duri viaggi in jeep o camion per raggiungere tutti i campi; abbiamo vissuto con tante famiglie, stretto forti amicizie. Tutto questo ci ha portato grandi soddisfazioni, nonostante la fatica e le difficoltà.
Il decimo anniversario di questa iniziativa è l'occasione ideale per riunire tutti coloro che hanno partecipato a questa avventura.
Invitiamo chi ha già partecipato a una o più edizioni della SaharaMarathon a tornare e a portare amici e familiari. Allo stesso tempo, invitiamo chi non è mai venuto a unirsi a noi.
Viaggeremo a Dhakla, il campo profughi più remoto e meno visitato, immerso nel deserto, ed è lì che quest'anno organizzeremo la corsa dei bambini e altri eventi sportivi.
Cercheremo di organizzare una SaharaMarathon speciale, cercheremo di fare rumore, perché il mondo, almeno quello dello sport, sappia che i Saharawi non sono stati dimenticati.

Vicino a Tindouf, in territorio algerino, a poca distanza dal Sahara Occidentale e dalla Mauritania, in un’oasi di confine, vivono da oltre 35 anni come rifugiati duecentomila profughi saharawi.
Ogni tendopoli è una “wilaya”, una provincia, e ha il nome della città del Sahara Spagnolo abbandonata.
A Dakhla la sabbia modella dune maestose, ma il resto è hammada, “luogo dove c’è troppo caldo o troppo freddo”.
Nelle tendopoli, camminando, non sei mai solo: la gente ti incontra, i bimbi ti chiedono da dove vieni, ti chiedono caramelle, le persone si intrattengono a parlare con te, altre salutano e continuano a camminare, molti ti offrono il te, che è un segno dell’ospitalità del popolo saharawi.
E’ cortesia berne almeno tre bicchieri. Il primo è amaro come la vita, il secondo dolce come l’amore, il terzo soave come la morte.
Sei venuto da lontano per un motivo molto importante, per aumentare la visibilità delle necessità mediche e nutrizionali dei bambini del Sahara Occidentale.
Questa è più di una gara.
Il percorso connette simbolicamente tre campi profughi, Smara, Aoserd, ElAyoun, portando i corridori attraverso il deserto che è stato la casa dei profughi per 35 anni.
Grazie al tuo sforzo le loro speranze si sono risvegliate, perchè ti interessi di loro, e sanno che non sono soli.
Ma sopratutto, perchè sei venuto, e loro hanno nuovi amici per tutta la vita.
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SaharaMarathon 2009

non c'è il sentiero, i sentieri si costruiscono camminando (Antonio Machado)

medaglia SaharaMarathon 2009 che sarà prodotta ai campi Saharawi, e medaglia dell'anno precedente

la scuola delle donne di Dhakla ha prodotto un turbante con un
ricamo del logo della SaharaMarathon che sarà dato ad ogni partecipante
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SaharaMarathon 2008
La SaharaMarathon 2008 si è conclusa con successo e con una serie di record nella storia della SaharaMarathon:
- il maggior numero di partecipanti stranieri: più di 350
- il maggior numero di partecipanti totale, stranieri e saharawi: 550
- maggior numero di nazioni partecipanti: 21
- record della maratona: 2h43m
Questa grande partecipazione ha portato a raccogliere la seguente somma attraverso le iscrizioni dei partecipanti:
Raccolti 54016€ di cui:
-18000€ consegnati dalla SaharaMarathon al Polisario per i costi di alloggio e trasporto
-7600€ consegnati direttamente alle famiglie ospitanti dalla SaharaMarathon
-6466€ utilizzati ai campi per le spese materiali della SaharaMarathon e per pagare i saharawi che hanno lavorato con noi (cuoche, autisti, dottori, aiutanti ai tavoli dell'acqua...)
-18200€ consegnati al ministero dello Sport per costruire la Scuola dello sport
-1750€ consegnati alla direttrice della scuole delle donne di Dhakla
-2000€ consegnati al laboratorio per la produzione di medaglie (550 medaglie)
Della somma di 54016€ fanno parte le donazioni di 1460€ ricevute via PayPal attraverso questo sito.
Alla somma di 18200€ per la scuola dello sport la Red de Cooperacion y Deporte spagnola ha aggiunto la somma di 12000€ per costruire gli impianti sportivi che saranno annessi alla scuola.
medaglia prodotta ai campi profughi Saharawi

per coloro che corrono, con la speranza nei cuori e le ali ai piedi
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SaharaMarathon 2007

medaglia prodotta ai campi profughi Saharawi

e quando ci chiederanno cosa stiamo facendo, potrai dire:
stiamo ricordando.
è così che vinceremo sulla lunga distanza.

la scuola delle donne di Dhakla ha prodotto un turbante con un
ricamo del logo della SaharaMarathon che sarà dato ad ogni partecipante
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SaharaMarathon 2006
La SaharaMarathon 2006 è terminata con successo il 28 Febbraio, dopo che 200 partecipanti hanno percorso le quattro corse in una bellissima giornata di sole, senza incidenti o problemi medici.
Avevamo scritto:
Nel luogo dove vi state recando i programmi cambiano spesso, e in fretta.
Chi ci è già stato lo sa, e ha imparato a superare e apprezzare queste difficoltà, che fanno parte del viaggio di solidarietà.
Praticamente all'ultimo momento, nelle poche settimane precedenti la corsa, il comitato Saharawi per la preparazione della corsa ha deciso, per ragioni di sicurezza e di logistica, di non far correre la maratona a Tifariti ma di mantenere la corsa sul suo percorso classico, trai campi di ElAyoun, Aoserd e Smara.
Speriamo, un giorno, quando tutti i Saharawi dei campi si muoveranno a Tifariti per votare al loro referendum, di poterli seguire e correre la nostra maratona là, assieme a loro.
Il 26 Febbraio si è tenuta la registrazione alle corse e la conferenza stampa, a cui ha partecipato Abel Anton, due volte campione del mondo di maratona, che ha parlato della conoscenza del problema del popolo Saharawi e del messaggio sportivo e umanitario della SaharaMarathon, a cui avrebbe partecipato nella corsa dei 21km.
Il 27 Febbraio, nel campo di Smara, si è tenuta la quarta edizione corsa dei bambini, quest'anno patrocinata dalla AIMS (Association of International Marathons and Road Races) che ha donato magliette e medaglie per tutti e mille i bambini che hanno partecipato alla corsa.
Divisi per età e per scuola, i bambini hanno corso gli 800 metri che separano gli orti di Smara dall'arrivo vero e proprio della Maratona, dove hanno ricevuto piccoli premi come materiale da disegno, giochi e caramelle.
Al termine hanno ricevuto acqua e arance, e hanno assistito a uno spettacolo con clowns e musica.
La sera tutti i partecipanti hanno cenato insieme a un pasta party, ricevendo le ultime informazioni sulla corsa.
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Il 28 Febbraio alle 9.30, dopo una dura sveglia alle 5 del mattino per essere trasportati a ElAyoun, è partita la maratona, con un messaggio di augurio inviato dai territori occupati da Moammhed Dadach, ex prigioniero politico e attivista per i diritti umani Saharawi. Le altre gare sono partite alle 10.30 e alle 11.00.
Il tempo è stato splendido e ci ha fatto dimenticare le paure della precedente edizione, quando una durissima tempesta di sabbia ha reso difficilissimo per i partecipanti completare la corsa.
I volontari Saharawi hanno aiutato a distribuire l'acqua e a incoraggiare i partecipanti, seguendoli con le jeep e vigilando su di loro.
Tutte le gare si sono concluse senza incidenti o problemi medici di rilievo.
La Maratona è stata vinta da Ramon Alvarez Sainz (Spagna) per gli uomini e da Emanuela Berardi (Italia) per le donne.
Seguendo la voce di menu Le corse potrete vedere le classifiche.
La sera stessa si sono tenute le premiazioni, e i primi tre, uomini e donne, di ogni gara hanno ricevuto una medaglia speciale, uguale per tutti.
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Attraverso la maratona sono stati raccolti 12000€ che sono stati interamente devoluti al ministero dello sport per la realizzazione del centro sportivo ad Auserd.
Inoltre, attraverso donazioni, abbiamo raccolto moltissimo materiale sportivo, che in parte è già stato portato ai campi con i voli charter e in parte arriverà con la prossima carovana di camion di aiuti umanitari.
Ulteriori 1000€ di medicinali, acquistati dalla SaharaMarathon, sono stati consegnati all'ospedale del campo di Dhakla.
Pochi giorni prima del nostro arrivo i campi Saharawi sono stati colpiti da fortissime pioggie, del tutto anomale per la zona, che hanno causato una vera e propria inondazione. Erano 12 anni che non si verificava una cosa simile.
L'acqua ha distrutto o reso inagibili le loro case costruite con mattoni di fango, ha portato via tende, e rovinato la maggior parte delle strutture pubbliche, come scuole e ospedali.
Quasi 50000 Saharawi sono rimasti senza tetto, e hanno dovuto muoversi in zone dei campi leggermente più in altura, più sicure.
Non ci sono stati morti, pochissimi i feriti, ma molti danni alle poche cose che i Saharawi hanno.
Nonostante queste difficoltà, con il morale alto, i Saharawi ci hanno ospitato come sempre, offrendoci le loro tende, la loro compagnia e il loro thè.
Ringraziamo tutti i Saharawi per la loro ospitalità, i partecipanti, il comitato Saharawi per l'organizzazione della maratona, tutti i volontari, organizzatori, saharawi e non, che hanno partecipato alla realizzazione di questa edizione della SaharaMarathon.
A presto, all'anno prossimo!
